Morto perché, con 150000 lavoratori nel settore ospedaliero e più di 79 ospedali fra la Sicilia ed il Lazio, non si riusciva a trovare un posto libero in una sala operatoria.
Morto perché l'ambulanza che doveva trasportarlo da Polistena a Reggio Calabria ci ha messo parecchio tempo più del normale...
Morto perché anche questi ospedali sono ormai morti: senza attrezzature, o dotati dei più moderni ritrovati tecnologici che però nessuno lì sa far funzionare o ne ha veramente bisogno. Senza personale, quando invece dovrebbero esserci molte più persone al lavoro, questo almeno secondo gli archivi.
Senza medicinali, quando invece i fondi ci sono, e sono pure molto sostanziosi.
Per questo è morto. Una tragica serie di coincidenze, o una gravissima negligenza?
Flavio Scutella
lunedì 12 novembre 2007
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