lunedì 12 novembre 2007

Flavio Scutellà: la tragedia di un dodicenne

Morto perché, con 150000 lavoratori nel settore ospedaliero e più di 79 ospedali fra la Sicilia ed il Lazio, non si riusciva a trovare un posto libero in una sala operatoria.
Morto perché l'ambulanza che doveva trasportarlo da Polistena a Reggio Calabria ci ha messo parecchio tempo più del normale...
Morto perché anche questi ospedali sono ormai morti: senza attrezzature, o dotati dei più moderni ritrovati tecnologici che però nessuno lì sa far funzionare o ne ha veramente bisogno. Senza personale, quando invece dovrebbero esserci molte più persone al lavoro, questo almeno secondo gli archivi.
Senza medicinali, quando invece i fondi ci sono, e sono pure molto sostanziosi.
Per questo è morto. Una tragica serie di coincidenze, o una gravissima negligenza?

2 commenti:

Unknown ha detto...

non ci sono commenti, a casa gli INCAPACI

luciana ha detto...

si è vero ci sono molti casi di malasanità ma la colpa di chi è veramente? solo delle strutture pubbliche o delle persone che ci lavorano? che fanno lo sforzo di guardarti ma non di capire ciò che diciamo. è che le persone che lavorano senza amore per il proprio lavoro ma soprattutto per la gente comune che in cambio può dare solo un pò di affetto! ma no!!! non basta! e poi i soldi come li farebbero!? meno male che non sono tutti cosi.